Iit/3. Saltano le prime teste sull’altare della ricerca

La scorsa settimana il commissario Adriano De Maio ha presentato il progetto di riforma del CNR: i presenti lo hanno lungamente applaudito. Due giorni prima il commissario Vittorio Grilli aveva presentato il progetto dell’IIT: e i presenti avevano lungamente applaudito un intervento che contestava educatamente, ma duramente, l’impostazione del progetto. La platea non era identica, ma qualche domanda sorge lo stesso.


Anche perché sono mesi che si sussurra di pesanti divergenze nel Governo, tra Moratti e Tremonti, e nel Ministero, tra De Maio e Moratti, fino al quasi-licenziamento di De Maio da commissario: nulla di ufficiale, naturalmente, ma tempi e modi hanno suggerito questa interpretazione.
Sarebbe però sbagliato semplificare: il dissenso De Maio-Moratti su modi e tempi della riforma non implica l’arruolamento dell’ormai ex-commissario tra i contestatori del Ministro, operazione che sembra invece tentare alcuni. La coerenza nel mantenere una posizione contraria all’IIT e l’insistenza nel richiedere fondi per la ricerca sono probabilmente costati a De Maio il posto di commissario. Nulla di più, né di meno, ma certamente nessuna conversione.
Questa lunga fase di indecisione e di incapacità a investire le risorse necessarie sta però già costando a molti altri il posto, non di commissario, ma di lavoro, perché ogni giorno qualche contratto scade senza essere rinnovato.
(Paolo Saracco)