Manifesti. Interessante leggere i caratteri piccoli

Onnipresenti. Li trovi ormai ad ogni angolo di strada. Si distinguono, unicamente, per colori e simboli; inneggiano a slogan. Invasione visiva. Ma sprofondando nei manifesti che costellano la topografia della città si finisce per perdere di vista concetti e dentature per fermarsi, con attenzione morbosa su scritte minuscole in caratteri mimetici che compaiono, trasversalmente sulla carta stampata: le tipografie.


Ad esempio può essere interessante scoprire che l’enorme tricolore patriottistico di AN è uscito dai tipi della S.E.P di Roma, che il candidato di di Forza Italia Matteo Rosso “37 anni, medico, coniugato e con un figlio” si affida alla tipografia “Sorriso Francescano”, la quale stampa anche la locandina del Rotary che gli si affianca nella cartellonistica di Piazza della Nunziata. All’opposto è l’agenzia pubblicitaria milanese “Eretici” a curare la campagna politicamente corretta dei Democratici di sinistra.
Ma da dove provengono i sovrappopolati e fumosi posters di Burlando e quelli cesariamente arancion-individualisti di Biasotti? La Keller, di Alessandria, trasferisce un po’ di nebbiosità della piana alla Genova dei camalli, dei medici, dei commercianti ecc ecc.. e di Burlando, mentre Biasotti si affida alle arti grafiche di La Stampa S.P.A., di Genova. Una linea di design comune ed uno sguardo attento confermano: è la stessa di cui si serve la Regione Liguria. Che il passante distratto e confuso dalle similitudini grafiche rischi di confondere informazione e campagna elettorale?
(Eleana Marullo)