Scuola – Il calendario scolastico soccorre gli albergatori

Dunque, in Liguria le scuole apriranno il 20 settembre, una settimana dopo tutte le altre regioni italiane, dove le lezioni del nuovo anno scolastico inizieranno il 13 settembre (la Sardegna il 15). Si può immaginare che il ritardo nell’avvio delle lezioni potrà influenzare le date degli altri periodi di vacanza, ma i giorni complessivi di didattica dovranno essere comunque garantiti e quindi, si dirà, una settimana prima o una settimana dopo che importanza può avere? Questa settimana di vacanze estive in più per le scuole liguri (“record nazionale”, come scrive La Repubblica di sabato 15 maggio) è quindi una questione marginale?


Forse, ma niente affatto marginali sono le dichiarazioni del neo – assessore regionale all’istruzione Pippo Rossetti che dichiara: “Abbiamo ascoltato anche le istanze degli albergatori” (sempre Repubblica del 15 maggio). Il Corriere Mercantile precisa: “Questo calendario è stato stabilito in base a quanto concordato con l’Ufficio scolastico regionale della Liguria, l’Anci e l’Arlem (Associazione delle comunità montane), ma sono stati ascoltati anche gli albergatori, che per difendere il turismo di fine estate hanno chiesto di far slittare l’inizio delle attività scolastiche. Ma – ha osservato il presidente della Regione Claudio Burlando – ‘Occorrerà cercare un accordo anche con le regioni vicine’”. Anche Il Secolo XIX del 15 maggio informa sul punto: “Varato il calendario scolastico regionale … le scuole iniziano una settimana dopo per concedere qualche giorno in più alla stagione balneare … per le mamme e le famiglie è solo qualche giorno in più di vacanza, di bambini per casa, non credo che sia un grosso problema, riflette Rossetti”.
Suggeriamo a Rossetti un altro argomento di riflessione: che tipo di cultura è sottesa, e che tipo di cultura si trasmette, nel legare anche se marginalmente ad un interesse economico una questione che dovrebbe riguardare strettamente l’equilibrio tra esigenze didattiche e esigenze delle famiglie?
Una settimana è senz’altro poca cosa, pensiamo che non cambierà né la vita dei singoli, né i destini del turismo ligure, ma il fatto è che la scuola è stata presentata come una merce.
Avremmo preferito anche per la Liguria dichiarazioni analoghe a quelle di altre regioni, ad esempio quelle della Toscana, dove – si legge – il calendario scolastico “E’ frutto, come sempre, del confronto fra istituzioni, sindacati, associazioni dei genitori e delle scuole, dirigenti scolastici. Nel formulare il calendario la Regione ha utilizzato, come ogni anno, gli spazi discrezionali di cui dispone per garantire funzionalità alla scuola e venire incontro alle esigenze delle famiglie”.
(Paola Pierantoni)