Centro storico – Graziose a Genova
Sabato 13 dicembre, in Piazza della Posta Vecchia, c’è stato l’incontro tra gli abitanti del Centro storico di Genova e le “Graziose” gruppo genovese del CDCP. (il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, fondato da Maria Pia Covre nel 1982).
Lo scopo, sintetizzato in un volantino, è quello di “Affrontare e ridurre le tensioni generate dal cambiamento del fenomeno del sesso a pagamento nei vicoli partendo da un’approfondita conoscenza; promuovere l’integrazione e la convivenza tra chi vive e lavora nel centro storico attraverso la costituzione di una rete che coinvolga gli Enti e le Associazioni, i residenti e i commercianti, le lavoratrici e i lavoratori del sesso; sostenere e rafforzare le azioni già esistenti di lotta allo sfruttamento e alla tratta di esseri umani in collaborazione con il progetto Sunrise del Comune di Genova”.
Secolo XIX, Repubblica e Corriere Mercantile hanno dedicato all’avvenimento spazio e attenzione; Il Giornale gli ha dedicato spazio e volgarità (titolo: “Con i soldi dei genovesi la Giunta di Marta va a Puttanopoly nei carruggi”). Trascinare ogni cosa verso il basso, del resto, è un programma politico portato avanti su tutti i fronti.
Della attività di Pia Covre le donne a Genova si interessarono già dal 1982, quando il Coordinamento Donne FLM (Federazione Lavoratori Metalmeccanici) organizzò, per le “150 ore delle donne”, il seminario “Prostituzione”. Un centinaio di lavoratrici di aziende metalmeccaniche e di altri settori, casalinghe, studentesse si interrogarono per alcuni mesi su questo “ruolo sociale”, sulle implicazioni che aveva sulla identità di ogni donna, sulle motivazioni dell’ansia che le portava a segnare con “loro” un confine invalicabile, una assoluta alterità. Era un tema difficile, ma tanto fu l’interesse per le sue molte implicazioni che l’anno successivo si decise di approfondirlo, col seminario “Devianza femminile, prostituzione e criminalità”.
Gli anni in cui il mondo del lavoro offriva luoghi per la costruzione di cultura e di identità sono dietro di noi. Ma i cittadini provano a inventare altri spazi, buttandosi alla ventura nella gestione delle loro infinite diversità. Il Comitato delle prostitute si è già incontrato e ancora si incontrerà con il comitato dei “Liberi cittadini della Maddalena”, e un rapporto di collaborazione con il Comune è stato creato … Nella stanza messa a disposizione dal “Patto per lo sviluppo della Maddalena” un tavolo da gioco offre il pretesto per la relazione tra prostitute, operatrici sociali, cittadini. Il gioco, un Monopoli genialmente rivisto per percorrere con la distanza dell’ironia storie reali e terribili, è tarato esclusivamente su figure di prostitute immigrate. Pia Covre dice che è stato impossibile costruire itinerari che potessero essere percorsi sia da italiane che da russe, nigeriane, albanesi: la diversità di condizione è troppo grande.
L’abbigliamento delle organizzatrici gioca a confondere le acque, prostitute vestite come signore qualsiasi e operatrici sociali con trucco e (sobria) mise da strada. Si tirano i dadi, si fanno battute, si ride insieme.
Per il Comitato per i diritti civili delle prostitute: http://www.lucciole.org/
Per il Progetto Sunrise: (http://cdcgenova.altervista.org/immagini/SUNRISE_DEPL2ANTE.pdf) Per il Coordinamento Donne FLM e le “150 ore delle donne”: http://www.centroliguredistoriasociale.it/donneflm.html
(Paola Pierantoni)