Cemento – Un Lido solo per ricchi

“Salvate le cabine” titolava un mese fa Repubblica, ma allora l’impressione era giusta, si recuperava la vocazione balneare declassata. Con il Centro Velico poi si evocava addirittura Valencia. Suggestivo, indubbiamente, ma senza moli, pennelli, frangiflutti, al massimo ci gireranno derive per bambini e principianti, come già si fa alla Lega di Quinto, a Sturla o a Sestri. Ben vengano comunque luoghi d’aggregazione sportiva e recuperiamo il Lido, che ora così è davvero scalcinato.


Il contributo alla città però si ferma qui; non siamo in Costa Azzurra purtroppo, il pienone lo fa solo l’Acquario. Non spacciamo il progetto come qualcosa che servirà alla cittadinanza, perché – da come si articola – sarà roba da ricchi, per dirlo alla Cochi e Renato. Spazi per chi vorrà farsi titillare in fumanti thalassoterapie e beauty farm? Fuffe. In realtà per completare il vecchio liberty lasciato a metà, e farne un hotel: la foresteria con 72 posti-letto come vogliamo chiamarla? Quanti gli atleti per gare di vela per bambini. La gente verrà ad ammirarli sul belvedere e passeggerà per vetrine. Ancora? Forse non bastano i negozi smontati proprio al Lido e i musi lunghi dei negozianti delle Piscine.
Ma anche qui, suvvia, un po’ di ottimismo, come predica il premier.
Intanto cosa rimarrà ai bagnanti che affollavano il Lido? Un pezzo di spiaggia perché una parte sarà per far partire i barchini, un pezzo soltanto, ma ripascita s’intende, come tutte le battigie ripascite e divorate dal mare in questi anni, senza mai interventi risolutivi. E poi la scogliera verso Boccadasse ormai un privèe per i loft pièd dans l’eau e cabine sotto le passerelle- promenade: basta spazi aperti, piscine per bimbi, campetto da calcio. I più fortunati invece per gentile concessione con 70-100mila euro avranno cabine-minilocali sulla spiaggia, come spiegava compiaciuto l’Imprenditore, che ambirebbe ad una certificazione di alta sostenibilità per il tutto. Dopo aver cementificato sul mare!
Non solo. Sempre entusiasta, l’ideatore, pochi giorni fa mostrando il progetto, naturalmente rivisitato, indicava file di cabine a monte ora ricomparse che,tutte, potevano essere in vendita perché si ha bisogno di far vivere il Lido tutto l’anno. Giusto. Ci saranno i costi di manutenzione, proprio come un condominio. Ovvio. E le cabine sul mare? Affittate, ma sull’argomento taglia corto, forse perché sono proprio sulla battigia, un po’ difficile vendere anche quelle: con la formula della concessione, si sa però, le vie sono infinite. E le piscine? Volendo ci si può iscrivere alla beauty farm. Pure. Pare un progetto per Dubai. Con tanto di passeggio in riva al mare, chiusa ad una certa ora, s’intende, per motivi di sicurezza.
Eh sì a Levante ci provano ancora: dopo la smazzolata del Tar su via Puggia e via Camilla, i silos al palo di via Livorno, idem per le casone di via Liri, gli ingressi-palazzine dimezzati alle Piscine d’Albaro, la retromarcia su Botta a Boccadasse, ecco il Lido.
(Bianca Vergati)