Talk show. L’omone del trash e lo storico antifascista
La forza esercitata da trasmissioni manipolatorie, tipo Otto e mezzo o Porta a Porta, sugli ambienti più disparati (quante volte gli uomini dell’opposizione sono stati invitati, inutilmente, a disertare certi “salotti”?) forse comincia a mostrare la corda. Alcuni segnali che fanno bene sperare vengono dal nervosismo crescente, a tratti incontenibile, di Giuliano Ferrara, in due recenti puntate del suo show serale.
A fargli saltare i nervi la settimana scorsa è stato per primo il professor Stefano Bonaga, che da esperto massmediologo ha smontato i giochini truccati per giustificare la sconfitta del “liberatore” di Bologna Guazzaloca e tirargli la volata alle prossime regionali. Al che, messo a nudo, il peso massimo del trash tv non ha saputo far di meglio che ricorrere a espressioni oscene, pura volgarità.
Peggio ancora gli è andata con un altro professore, lo storico Sergio Luzzatto, genovese, giovane ma sicuro al punto da non muovere ciglio di fronte alla carica dell’omone imbufalito. Lo scontro è avvenuto sull’ultimo libro di Luzzatto, “La crisi dell’antifascismo”, messo a confronto con “Sangue rosso e sangue nero” di Gianpaolo Pansa, portato a esempio di tardivo ma doveroso revisionismo. Nella sua furia di manganellatore di regime, l’ex segretario del Pci torinese convertito al berlusconismo, provocava lo studioso dell’antifascismo con una serie di domande ipotetiche, improponibili, dimenticando la prima regola che coi se non si fa storia. Tanto che Luzzatto si è semplicemente rifiutato di rispondergli.
Piccato come non mai, Ferrara lo ha insultato dandogli del “professorino ridicolo”, arrogante. E ha sbagliato. Perché con grande calma il giovane storico non solo gli ha ricordato che l’ospite, anche di una trasmissione, va rispettato, ma soprattutto ha detto le verità che il bau bau del padrone tv non avrebbe mai voluto sentire nel suo programma: ossia che non si può presentare Berlusconi come l’uomo nuovo sorto sulle macerie della prima repubblica, affossata da Mani pulite, in quanto “re Silvio” ne è discendente diretto, avendo fondato il suo impero proprio grazie alla protezione di Craxi e di altri oscuri poteri, come la P2, che inquinarono a fondo la vita italiana.
(Camillo Arcuri)