Dibattiti – Manca un frenatore al manager di FS

E’ stata una lezione “ex cathedra” vecchio stile, quella impartita da Mauro Moretti, a.d. delle Ferrovie, martedì sera alla festa dell’Unità. Spazientito, strappava di mano il microfono a chi osava obiettare: “Ma come si fa a parlare di queste cose senza conoscerle, senza documentarsi…”. Ha distribuito bacchettate a destra e a manca, forte della sua indiscussa competenza in materia e del ruolo che la rotaia può svolgere a “Genova porto d’Europa”, come recitava il titolo del dibattito.


Così, dopo avere messo in riga un po’ tutti (nessuno dal pubblico ha osato avanzare la minima domanda), il ferratissimo manager è partito per il binario dell’autopromozione: il risanamento dei bilanci procede a tappe forzate, tagliando sedi di rappresentanza inutili e centinaia di auto blu; appena un cenno ai rami secchi, le linee che non rendono (“Siamo un’impresa, dobbiamo fare quadrare i conti, e lo Stato ci riconosce meno della metà di quanto versano Germania e Franc ia per assicurare i servizi di interesse sociale…”)
Soprattutto Moretti ha premuto l’acceleratore sul tema fondamentale della sicurezza: ricordato, statistiche alla mano, che in Europa le ferrovie italiane hanno l’indice più basso di incidenti (scongiuri d’obbligo), ha annunciato che sono stati investiti ben due miliardi di euro nella rete di controlli elettronici Scmt (made Ansaldo Genova), un sistema che frena automaticamente il treno se supera i limiti di velocità consentiti o c’è un ostacolo sul suo binario di marcia. Bene, anzi benissimo. Qualcuno però ha cominciato a storcere la bocca quando nel suo slancio l’a.d. non ha esitato ad affermare che, con questo Scmt e il fratello minore Sts, “siamo al primo posto nel mondo”, tanto che vengono da tutta Europa, Asia, Africa, anche America per ammirare e imitare i nostri meravigliosi progressi.
Sarà tutto vero; comunque qualche problema resta. Il principale, a detta di Moretti, è quello del macchinista unico. In tutta Europa c’è già, mentre solo da noi ne viaggiano due il cabina. Non sarà per questo che abbiamo il numero di incidenti più basso? Niente affatto. “Proprio la doppia presenza – arriva a dire – può essere causa di distrazioni e incidenti”. E qui viene da pensare che talvolta anche un manager dovrebbe avere accanto un frenatore.
(Camillo Arcuri)